mercoledì 22 ottobre 2008

2025 – Da homo-sapiens a homo-technologicus

L'Homo-technologicus è un ibrido di uomo e macchina, che non è un uomo + tecnologia e non si tratta nemmeno di un uomo con un computer impiantato nel cervello bensì, un’unità evolutiva completamente nuova, composta di materia organica, corporea, con ente mentale, psicologico, sociale e culturale senza precedenti, almeno in questo pianeta.
Tra tecnologia ed esseri umani comincia a instaurarsi una simbiosi per cui uno influenza gli altri e viceversa: la tecnologia che modifica l'individuo (di conseguenza, il suo stato fisico, mentale) e l'individuo che, a sua volta, modifica la tecnologia. Le modificazioni dello stato fisico e mentale, indotte dalla tecnica informatica (oggi) e dalla bioingegneria (domani), provocano una modificazione della specie che se adegua all’ambiente modificato e, a sua volta, questa nuova specie induce ulteriori modificazioni nell’ambiente.
Di solito si tratta di un processo lungo ma ora non è più così. Le novità tecnologiche si alternano a ritmo vertiginoso, la reazione tra gli esseri umani, la cultura e la società è a volte troppo lenta e diventa sempre più difficile controllare il cambiamento.
Non sono temi semplici per un povero sapiens mortale: lo sviluppo tecnologico, la distanza sempre più profonda tra scienza e tecnica, il proliferare incontrollato dell'informazione. Ma sono argomenti importanti su cui bisogna riflettere se si vuole riuscire a capire come sarà il futuro.
Il futurologo Vito Di Bari, nel suo libro “Il futuro che già c’è (ma ancora non lo sappiamo)” ci introduce, di forma affascinante, in questo ancora misterioso universo futuristico, cercando di inserire la tecnologia nella più ampia prospettiva della cultura umana e dell’epistemologia – la filosofia della scienza.
“Nel 2025 la chirurgia estetica sarà diventata un fenomeno di massa e, meno del 50% dei nati in questo secolo, conserveranno il proprio corpo totalmente esentato da interventi di chirurgia estetica, dalla nascita alla morte.” Questa è una delle 70 previsioni sul futuro che cambieranno il nostro modo di fare le cose, relazionarci con gli altri, di divertirci e do lavorare.
Oggi, misuriamo il nostro aspetto confrontandoci con uno stereotipo basato su ideali irrealistici. L’immagine che abbiamo di noi stessi, spesso non è frutto di una visione personale, ma piuttosto di un collage d’immagini che si conforma a standard esteriori di bellezza. Per molte di noi ci sono voluti anni per riuscire ad allontanarsi del nostro falso “sé”.
I media riverbera su spot e riviste il mito di una magrezza estrema imponendo un fisico efebico stonante con la bocca a cannotto e le tette a pallone. Questo mito, per altro ridicolo, si radica nelle menti dei giovani (e non solo) facendo sì che la dieta diventi un’ossessione e le sessioni in palestra, o la semplice pratica di uno sport, se trasformi in un comportamento patologico.
E, come se non bastasse l’influenza dei miti da copertina e il risalto che si dà a diete di grido “made in Usa”, fanno del “body design” ( nuova cultura del corpo modificato), un vero e proprio fattore socializzante.
Ecco, quindi, il passe-partout per il successo nella vita: essere bello a ogni costo. Più ti assomigli a un’Agelina Jolie o un Brad Pitt, più successo in carriera ti aspetta.
Ma non preoccuparti. Secondo Di Bari, “entro il 2020 la chirurgia estetica verrà percepita come un investimento per avere un maggior successo nelle relazioni umane e nella carriera professionale”.
Oggi, chi è più bello guadagna il 5% in più rispetto alla media, il che vuol dire che, chi è brutto guadagna 5% meno di chi è bello? Niente affatto. Se sei brutto, caro anatroccolo, puoi scommettere che guadagnerai 9% in meno, conferma una ricerca fatta dagli economisti americani Kristie Engemann e Michael Owyan della Federal Reserve.
Recente sondaggio dell’Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, indica che l’80% degli americani, considera l’aspetto fisico un fattore determinante per fare carriera e pensa che, per rimediare questa “temibile” falla nel proprio curriculum, ci voglia soltanto un bisturi. L’Ela (Employment Law Alliance) dichiara, infatti, che 1 lavoratore americano su 6 ha denunciato di avere subito discriminazioni per colpa dell’aspetto fisico non “idoneo”, tali quali: chili di troppo, acne, bassa statura.
Grazie a Dio, nel 2025, tutti potranno dormire sono tranquillo. Arriveranno le nuove discipline scientifiche per plasmare ogni corpo umano del pianeta, la biomeccatronica – la scienza che utilizza discipline diverse come: biologia, robotica, microelettronica, informatica, per bio- ibridizzare la specie umana. Grazie all’ingegneria genetica, si potrà comandare la crescita muscolare – ad esempio – attraverso il gene “Igf1” e scolpire un corpo mozzafiato, senza alcuno sforzo. E senza bisturi.)
Saremmo, quindi, tutti degli JoliePitt. Punto e basta. E per di più, technologicus. Cosa se vorrà di più della vita? E non venire a dirmi quel patetico “un Lucano” che per altro fa schifo!
Niente più concorsi di bellezza, noiosi come Miss Italia, niente veline, letterine e via dicendo.
Chi sa come sarà felice Antonio Ricci! Niente più sbancare l’audience con tutte quelle veline sponsorizzate, con tanto di raccomandazione!
Alla fine… non solo la legge sarà uguale per tutti ma pure la bellezza!
Infine… una vera Par condicio!
Fonte: Homo Technologicus di Giuseppe Longo
Il Futuro che c’è già – Vito Di Bari

domenica 24 agosto 2008

A Vingança da batata

A batata chegou na Europa no século XVI, provocando medo e desconfiança entre os comilões. O que ninguém poderia imaginar é que, aquela bola redonda com forma irregular, seria transformada, no século XXI, no símbolo tão amado quanto odiado da globalização.
Quando aqui chegou, a batata foi acusada de ser venenosa, fruto de terra demoníaca, portadora de lepra, boa somente para os animais.
Hoje, a batata conseguiu se redimir completamente. Obteve da FAO, a agência da ONU para a agricultura, a declaração de 2008 “Ano Internacional da batata.” Isso mesmo! A idéia veio do Perú - não que o coitado do perú tenha resolvido se alimentar das pobres batatas, isso não. Digo o Perú país, ok? - que de batata entende mesmo, pois produz dezenas de variedades. A idéia do Perú, tem como objetivo fazer com que se conheça todas as virtudes da senhora batata e o papel dela – é, sim, porque a batata tem até um papel para representar – em aliviar os dissabores da pobreza, enriquecendo a alimentação e promovendo o desenvolvimento econômico. (Passou de desgraçada a Star, cheia de... papel e tudo).
Sendo assim, hoje, 50% das batatas cultivadas no mundo, terminam nos palcos de Hollywood? Que nada! Termiinam nas panelas da população: frita, pelada, cozida ou em farma de purè. Pobre diaba! Mas não estaria melhor quando estava pior? Bem feito! Quem quer aparecer demais, termina em uma panela em ebulição, posso garantir.
Bem, o certo è que, com os 77g de água e 87 kcal, a batata pensou que era Kim Basinger e começou a se despir. Decidiu expôr-se completamente, mostrando-nos suas partes mais íntimas, nos fazendo conhecer todo o seu sex appeal: 13 mg de vitamina C; 1,78 de proteína; 0,02 mg de riboflavina (Vit.B); 20,13 g de carboidrato; 1,8 g de fibras; 5 mg de cálcio; 0,01 g de gordura; 0,106 mg de tiamina; 1,44 mg de niacina; 0,31 mg de ferro; 44 mg de fósforo; 379 mg de potássio. Como se não bastasse, sendo rica de amido, cascas e cia podem produzir etanol pra ser usado como carburante. (Se Lula sabe disso… pobre das batatas!)
São as indústrias quem mais precisam do seu amido. Na indústria farmaceutica, tessil, de madeira e de papel, o amido é usado como adesivo e na petrolífera, para lavar os poços… Já existem até alguns grupos de pesquisadores – imaginem - que querem fazer da batata, um veículo contra a hepatite B… e por aí vai!
A esse ponto, a batata começa a se achar. Cansada de, no passado, quase nunca ter sido levada em consideração, desembarcou no novo século pra mostrar o que é que a batata tem...
Ela jà entendeu muito bem que a “batata excita” como em uma publicidade feita pra ela. Porque a batata agora è uma Star, sim senhor, e como tal, as grandes casas publicitárias fazem batalha para havê-la como protagonista de seus spots. É o caso do spot “Amiga Chips” idealizado pela agência Leo Burnett, com a direção criativa-executiva de Enrico Dorizza. O testimonial Rocco Siffredi, joga de forma humorística com sua “particular notoriedade”, movendo-se em volta à piscina de uma luxuosa mansão, circundado de lindas garotas em bikini e elogia aquela que declara de ser a sua “batatinha” preferida, ou seja, a “Amiga Chips”. O spot se conclue com o provocatório claim: “Quem aqui gosta de batatinha?”…
E pensar que até pouco tempo atrás, as batatinhas eram um produto direcionado principalmente às crianças… mas, hoje em dia, se pensa somente em sensacionalizar, usar frases de efeito, com duplo sentido, a fim de que falem dela… da batata, naturalmente! Qual o ser vivo que não se enche de vaidade, com isso?
Pra se manter em forma (já que se tornou uma star), a batata possue vários “personal trainers” à disposição: Os biotecnologistas. Pra eles, a batata é um objeto de estudo cotidiano.
Pode confirmar Luigi Frusciante, professor de genética agrária, na Universidade Federico II de Napolis, e expert no melhoramento genético da batata: “Conhecemos muitos processos bioquímicos, fundamentais para a expressão de caracteres ligados ao metabolismo, à reprodução, à fisiologia e à adaptação da batata (… ) Isso nos dá a possibilidade de modificar os gens, potencializre sua resistência à seca, ao frio e ao calor e melhorar os parâmetros qualitativos do tubérculo – forma e calibre, sensibilidade à temperatura e assim por diante”. Afirma Frusciante.
No mais, a batata pelada, cortada, cozida, secada, pré-frita, congelada e ensacada, mesmo com um passado desprezante, não obstante sua extraordinariamente riqueza, pode dormir sono tranquilo porque, com um ano internacional para a batata, não dá outra senão um futuro extra-brilhante!

domenica 17 agosto 2008

Ter idade nao é ser velho

"Tenho tempo, não tenho idade.
A passagem do tempo deve ser uma conquista e não uma perda.
O homem não é velho enquanto está buscando alguma coisa.
Seremos fisicamente tão ágeis aos cinqüenta ou sessenta anos, como éramos aos quinze, se soubermos conservar a juventude de nosso espírito.
Não são os anos que nos envelhecem, mas sim, a idéia de ficarmos velhos. Há homens que são jovens aos oitenta anos, e outros que são velhos aos quarenta.
Idade é uma questão de conhecimento mais do que de anos
Saber viver cada idade segundo as exigências dela é a voz da própria sabedoria. Cada idade tem seu lado sombrio e luminoso; autêntico e falso. Essencial é saber viver o lado autêntico e luminoso de cada idade. Sabio é saber ser velho.
Envelhecer é apenas um mau hábito que os homens ocupados não têm tempo de adquirir.
O relógio não conta nas horas felizes
Ninguém envelhece por viver - mas por perder o interesse na vida.
A imaginação criadora nunca envelhece
Não existe idade. A gente é que cria. Se você não acredita na idade, não envelhece até o dia da morte.
Uma pessoa permanece jovem na medida em que ainda é capaz de aprender, adquirir novos hábitos, e tolerar contradições.
Idade é estritamente um caso da mente sobre a razão. Se você não se impor ta, ela não importa.
A crença de que a juventude é o tempo mais feliz da vida é uma falácia. A pessoa mais feliz é a que pensa as coisas mais interessantes, e quanto mais velhas, mais felizes se tornam.
Cada qual tem a idade que parece ter.
Ninguém envelhece apenas por viver um certo número de anos. As pessoas envelhecem por abandonarem seus ideais. Os anos fazem rugas na pele. Desistir do entusiasmo, porém, faz rugas na alma.
A velhice que se deve temer é a que, imprime rugas na alma e não no corpo.
Se puderes levar contigo tua infância, nunca envelhecerás
É preciso chegar ativo à terceira idade, não lamentar o envelhecimento, mas encará-lo

venerdì 25 luglio 2008

A energia nuclear não parece ser o monstro que nos foi incutido na mente!

E’ bom saber disso!
O alto preço do petróleo está sucumbindo a economia mundial.
O preço do petróleo não cai e, consequentemente, nem o dos alimentos. Ninguém espere uma caída livre. É uma estratégia montada com destreza. O preço da energia “deve” manter-se alto para compensar o cadente poder monetário americano, para bancar a equivalência cambial internacional deteriorada em seus termos de troca frente ao dólar titubeante.
A crise dos anos 70, foi longamente estudada e projetada pra assim ser. Em um encontro, em uma ilha na Suecia, participaram 84 manipuladores da economia e politica da grande Elite Global. Nessa época, Walter Levy, o economista petrolifero uficial do gov. Dos EUA, fez a proposta de aumentar o petróleo em 400% por causa do dólar que tinha precipitado devido aos eventos precedentes com o ouro, e essa decisão influenciou drasticamente o mundo, a começar pelos países do terceiro mundo. 5 meses depois, estourou a guerra Yom Kippur – estrategias que estavam dentro do plano da alta do petroleo - e essa foi a desculpa q os árabes usaram para o aumento do petróleo, para anunciar o embargo petrolífero aos Eua, e com a crise, provocar o enfraquecimento da economia mundial, principalmente dos países pobres, tornando o endividamento impossível de saldar, garantindo assim, o controle econômico desses paises.
O que fazer?
A resposta mundial deveria estar no downgrade do consumo e em colaborarmos, conscientes de que temos de consumir menos. Enquanto essa consciência não se manifesta, tem muita gente com um olho aberto e outro fechado na exploração da energia nuclear.
A energia nuclear, é perigosa. Não tenhamos dúvidas. Qualquer coisa que pese um quilo, e gere o calor equivalente a 90 vagões de 30 toneladas de carvão, deve ser tratada com muita habilidade e precaução.
Porque a Energia Nuclear é conveniente
Comparando Itália e França, dois países semelhantes do ponto de vista social, industrial e econômico, mas que usam fontes energéticas opostas: Na Itália, 70% da energia elétrica é produzida por combustíveis fósseis (80 GW de potência instalada) e na França, 87% é produzida por fontes termonucleares (128 GW). Pois bem. Em 2005, no setor energético, foram verificados 2.562 acidentes na Itália contra 1.661 da França.
Na Itália, entre 1986 e 2006, foram notificadas 10 mil alarmes de perigo, às autoridades pela segurança nuclear, sendo a maior parte de nível zero (nenhuma importância); 1.615 de nível 1; 59 de nível 2, dois de nível 3 e um de nível 4, todos sem riscos relevantes para a área externa ou para os funcionários.
Em um período de 20 anos, se concluiu que a escolha francesa demonstra muito menos arriscada do que aquela italiana, onde entre 1986 e 2005 foram registrados 211 acidentes mortais, somente no setor da eletricidade.
Examinando alguns casos mais graves: O desabamento das represas de Banquiao e Shimantan na China, em 1975, provocou a morte de 26 mil pessoas, mais 145 mil como consequência das epidemias e escassez de alimento; em Londres, em 1952, a grande poluição devido a um excessivo consumo de carvão para aquecimento, causou 4 mil mortes imediatas, mais 8 mil nas semanas sucessivas.
Em Filipinas, no ano de 1987, foram mortas mais de 4 mil pessoas por causa do incêndio de produtos petrolíferos, no desastre do navio Mv. Doña Paz.
Na Índia, no desastre de Bhopal, morreram 4 mil pessoas e mais 30 mil nos meses sucessivos, devido a vários tipos de câncer.
Examinando os dados oficiais dos relatórios dos acidentes mais graves - como demonstra o relatório oficial de Chernobyl Forum que refere 65 mortes imediatas e mais 4-5 mil presumíveis nos anos successivos - se compararmos com outras tradicionais fontes fornecedoras de energia, fica evidente que esses são de magnitudes bem maiores do que os primeiros.
Certamente estaríamos melhor sem este risco acrescido. Mas, quando a necessidade se faz presente, é natural a procura do homem por mais bens de consumo, por mais produção e por mais energia. Quando as dispendiosas centrais térmicas a carvão e a combustível fóssil não satisfazem mais, é preciso optar por fontes alternativas. Da mesma forma como se chegou ao petróleo, ou seja: de um progressivo processo di substituição de uma risorsa com outra, por causa do esaurimento da primeira, provocando a fermentação do custo de fornecimento.
Assim aconteceu, também, quando se passou da lenha ao carvão.
O certo é que se a nuclear é um monstro, está na hora de ser domado, e procurar dar um fim às especulaçoes petroliferas.É claro que todas as atividades ligadas à produção e transporte de energia, comportam riscos. O que ocorre é aperceber-se, analisar e gerenciar, racionalmente, cada risco.

lunedì 7 luglio 2008

Hillary e Ségolène – Missão falida.

...E a política ainda é masculina
Pesquisas demonstram que as mulheres possuem melhor capacidade de organização, propensão ao trabalho de grupo, curiosidade, sabedoria… mas, por que será que não conseguem destronar o outsider do pedestal da política que vale. Além do mais, parece que são, também, bonitas demais pra receber um premio Nobel.
As últimas desclassificadas – Hillary e Ségolène – confirmam que o cetro do poder, ainda pertencem aos homens.
A única mulher que parecia capaz de arrancar, das mãos do macho, a presidencia dos Estados Unidos, faliu na missão. Por um pouco, Hillary Clinton, titular da potente maquina eleitoral democrática, personalidade expert e de comando, parecia que ia conseguir colocar no centro dos valores, a dignidade e a sapiência da mulher. Galvanizou a esperança que cada mulher do planeta acariciava no seu íntimo: ver uma mulher no comando da maior potência do mundo.
Nas últimas eleições, muitas mulheres tentaram. As duas proeminentes protagonistas – uma americana e outra francesa – parecia até que tinham feito um acordo, explorando diferentes estratégias pra afrontar o imperialismo masculino: a americana Hillary, encarnava o modelo feminino de poder tipicamente masculino, foi a personificação da frieza irremediável da mulher de poder, da qual o país precisa pra ser guiado com mão de ferro. A francesa Ségolène, ao contrário, representava a figura doce, materna e afetuosa, um ventre quente, pronto pra acolher os problemas e parir as soluções. Nos seus apelos à participação, não faltou nem mesmo aquele sentimental – e quase patético – “j’ai besoin de vous”.
Nenhum ponto em comum, então? – Certamente. “Somente um elemento acomuna as duas derrotadas, de modelos tão divergentes: duas leaderships femininas que se despedaçam contra uma muralha de pedras, para costurar dois rompimentos políticos, duas idéias acreditáveis de mudança radical, geralmente encarnados pelos machos empenhados, cada qual, em recitar o seu profetismo político”. Giuliano Ferrara – político e jornalista italiano.
Onde erraram, então, essas duas mulheres? G. Ferrara alude: “As eleições podem ser ganhadas, governando e passando por cima dos medos sociais, fechando um olho às dúvidas e deixando pra trás as falsidades e mentiras anônimas. Mas as eleições se ganham, também, semeiando esperança e pregando com inspiração espiritual, toda e qualquer dúvida e medo. Parece estranho, mas, pesadelo e sonhos, no patamar eleitoral, se equivalem”.
Suponhamos que Ferrara esteja certo, que as mulheres não tenham ainda alcançado o índice de Empowerment necessário pra competir com o nível masculino, por não saberem ainda como gerenciar e fazer com que vivam, harmoniosamente, pesadelos e sonhos, mas... sonhar o prêmio Nobel, acredito que não comporta medos e não é por nada um pesadelo.
Que diabos de classificação se poderia dar, então, às mulheres que deixaram-se roubar o prêmio pelos colegas machos, pouco galantes mas muito sagazes? Como se explica que, dos 500 prêmios Nóbeis científicos, entregues até hoje, somente 11 – eu disse somente 11 – foram atribuídos a mulheres, sendo dois à mesma pessoa: Marie Curie? Isso basta pra se entender quanto impérvio tenha sido o percurso feminino, no mundo da ciência ou da política, em vantagem dos machos.
“Mais que uma falta de sorte, seria uma automutilação que, ainda hoje, o mundo das pesquisas científicas sofre.” Afirma Nicolas Witkowski, físico francês, no seu livro “Bonita demais para o Nobel.”
“As mentes não possuem sexo” – Dizia Marie Meurdrac, já em 1700. É sim. No entanto, apesar da revolução das mulheres nos anos 70, ainda hoje, tem quem sustente que o cérebro feminino seja inadequado à matemática, como fez o reitor da Universidade de Harvard, e como consequência, forçado a se demitir.
“Mesmo sendo motivadas, as mulheres ainda vivem de forma conflitual, o papel entre a carreira e a familia” – declara a bióloga italiana, Silvia Garagna. – “A sociedade sobrecarrega-as de estereótipos, terminando assim por interiorizá-los, auto excluindo-se, por serem psicologicamente menos adestradas para sobreviverem no mundo do imperialismo masculino, emotiva demais, pouco agressiva e pouco competitiva. Em suma, inadequada a uma posição de Leader”. Conclude Garagna.
Depois dessa chicotada, MULHERES... a vós a palavra.

lunedì 9 giugno 2008

Querer é Poder

Essa brevissima expressao é um dos mais agudos, fundamentais e verdadeiros conceitos que a mente humana jà concebeu. pq dentro dela se esconde o verdadeiro segredo da forma segura de se obter o sucesso.
Todos nós jà lemos, ouvimos pronuncia-la nao sei quantas vezes por isso cremos de conhece-la plenamente o significado. Mas nao é assim. Na realidade, quase todos ignoram a suma verdade escondida sem falar no imenso poder dessa verdade. POdemos dizer isso pela forma de viver da grande maioria das pessoas: uma forma em que se ve claramente que os problemas da vida, em vez de serem dominados, sao eles que dominam e atormentam. E' por isso, de incalculavel importancia, penetrar na exateza e na dimensao do significado de 'querer é poder'. Penetra-lo, significa acender uma grande luz dentro de si mesmo, conhecer o real poder e tomar possessao da chave à qual nenhuma porta pode resistir indefinidamente.
Pq querer é - realmente - poder? Pq nao existe um sò problema da vida, por mais dificil e complexo, em que a soluçao nao possa ser conseguida por quem nao para nunca de querer conseguir. Em outras palavras, nenhum problema da vida é mais forte do que a vontade do homem, se essa vontade agride irreversivelmente os problemas e trabalha em cima deles até encontrar a soluçao. E se como a soluçao de qualquer problema é absolutamente certa (a menos que nao se trate de um problema metafisico), somos certos de que querer resolver é realmente poder resolver. Quem é cetico sobre essa verdade (mesmo crendo de ter entendido), na realidade nao penetrou ainda adequadamente no verdadeiro significado de querer é poder.
Mas o que quer dizer, exatamente, querer resolver um problema de modo a conseguir inexoravelmente a soluçao? Quer dizer muitas coisas: quer dizer estudà-lo com calma e aprofundar-lo o mais possivel; quer dizer procurar tomar informaçoes e elucidaçoes sobre ele a toda e qualquer pessoa que tenha a possibilidade de da-las; quer dizer nao ceder nunca ao cansaço ou ao desconforto, e nunca se desencorajar defronte às dificuldades, de qualquer genero que sejam; quer dizer ter paciencia, dedicaçao e tenacidade ilimitadas; e principalmente, quer dizer nao parar nunca de manter tudo isso até o momento da almejada e certissima vitoria. Esse é o modo em que o 'querer' equivale a 'poder'. E' assim que um homem deve perseguir a soluçao dos proprios problemas pra poder dizer: "Aquilo que quero, posso. Na realidade, um homem dotado dessa pertinencia, se afirma de poder realizar tudo que quiser, nao faz outra coisa que enunciar uma verdade.
Se alguem afirma que querer é poder e nao consegue resolver os seus mais basicos problemas é, ou pq nao entenderam o verdadeiro significado da frase ou pq ignoram que cada soluçao, cada sucesso de uma certa importancia exige o pagamento de um preço excelente, às vezes muito excelente; ou pq nao se esforçam pra haver tenacidade, bom senso, caracter, dedicaçao; ou pq nao se dao conta de que a vida, sem a obtençao de certos sucessos, nao merece ser vivida; ou por todas essas razoes juntas, o fato é que muitos desistem, quase sempre,de perseguir a efetiva e satisfatoria soluçao dos proprios problemas ( e especialmente dos mais dificeis, que logicamente sao os mais importantes). E se como acham que se trata de uma rendiçao nao muito digna s substancialmente 'culposa', procuram em todas as maneiras arranjar um alibi, uma desculpa, uma justificaçao. E aì, jogam acusaçoes pra todo lado: acusam os outros, o governo, a sociedade, o tempo, o azar, a propria familia...todos, menos a si mesmos. Precisam entender que as adversidades sao somente obstaculos e nao impossibilidades. Por outro lado, a vida é na realidade uma corrida com obstaculos, mas todos superaveis se nos pusermos na condiçao idonea pra haver razao. E a condiçao idonea é uma indomavel e irreversivel força de vontade.
Precisa refleti que cada problema que nos defrontamos é um desafio à nossa inteligencia; mas é, principalmente, um desafio à nossa força de vontade. E' um desafio em que o problema, ou seja, o obstaculo - de qualquer genero que seja - é inexoravelmente destinado a haver o pior, se a vontade for ferrea. Existem problemas que se resolvem em pouco tempo, outros em muito tempo, outros em muitissimo tempo; mas nao existem problemas que nao se resolvam em qualquer extensao de tempo, se a vontade persiste até o momento da soluçao. Eis pq a vontade é a chave que abre todas as portas. eis pq, 'querer' é realmente 'poder'.
A unica coisa que precisa ter certeza, antes de decidir de solucionar um problema, é que valha mesmo a pena resolve-lo.
E' essa a preciosa verdade que esta frase contém. E nela nao tem nada de otimistico pq a verdade - por sua propria natureza - nao precisa do fator otimismo ou pessimismo pq a verdade é somente a realidade, assim como é e basta.
E' por isso que 'querer', quer dizer, sem duvida, 'poder'. Nao "talvez" poder, nao 'provavelmente' poder, mas sim, sempre e certamente 'poder', pq a mente, dentro da racionalidade, é onipotente e sendo assim, nao existe problema (fora os metafisicos) que nao seja racional, e logo, sujeito ao poder da razao, o quer dizer, resolvivel.
Logo quero afirmar sem nenhuma duvida que todas as desilusoes, as frustraçoes e os insucessos que afligem a existencia sao devidos ao fato que a equivalencia entre 'querer' e 'poder' é ainda uma verdade quase desconhecida.
Dario Bernazza do livro "Existir nao é viver".
22-09-04

domenica 4 maggio 2008

Gamei por uma pluma!

Alvorecer.
Um momento mágico, aquele entre o adeus da noite e o bom-dia da manhã.
Da janela, um panorama irresistível pra quem não fechou os olhos por toda a noite.
Saio pra envolver-me naquele lençól fantasioso, ao encontro de um abraço abstrato que só uma alma vagante pode sentir.
Aquele momento fugente, dura o tempo de um bater de olhos.
Quero mergulhar, sem reservas.
Sinto o leve roçar da areia debaixo dos meus pés nús, o perfume da brisa nos meus cabelos.
Tiro aquele ténue baby-doll que envolve o meu corpo, me deito sobre a areia fresca, fecho os olhos e deixo q a intimidade daquela manhã, me seduza.
É uma sensação indecifrável, cognitiva dos espíritos superiores.
Nada, ninguém poderá atordoar o encanto daquele momento.
Existe somente a natureza: o céu, o mar... entre eles, estou eu!
A sensualidade me penetra por osmose, onde quer que exista um póro.
E nessa narcose, sinto a maciez de uma pluma, roçagar a auréola do meu seio.
Que percepção delirante! Sinto um maravilhoso mix de sensualidade e conforto.
Me abandono àquela doce carícia, sem impor fronteira, sem abrir os olhos...
Tenho medo que aquele momento se esvaneça. Gostaria de agarrá-lo por toda a eternidade...
A pluma se move lentamente... circunscreve os meus seios, preenche os meus desejos. É a primeira vez que eu gamo por uma pena. É o amor...
Continua a descer, demarcando as linhas do meu corpo nú, até os pés. Sobe de novo... entre minhas pernas, estaciona no púbis. Se embaraça nos pelos crespos e tenta mergulhar dentro. Um arrepio voluptuoso se apodera do meu corpo e me faz tremer! É amor... o verdadeiro amor!
Estar pra invadir-me um malicioso e infantil orgasmo, mas... paradoxalmente, o mais profundo e incontenível(?).
Naquele exato momento ad hoc, a pluma desaparece... não sinto mais a sedução das suas carícias. Os meus olhos continuam serrados. Ainda é cedo.
Espero ainda o seu retorno. Impaciente e posuida pelo temor de não mais sentir pousar em mim, as suas sensuais carícias.
Sinto correr um rio de desejos entre as minhas pernas. Abro os olhos, devagarinho...
Não sei o que as minhas pupilas poderão encontrar, o que estarão à procura, os meus desejosos olhos.
Talvez, um lindo cavaleiro dos olhos verdes, que, em pé diante de mim, nú e ansiante, assim como eu, espera que eu lhe abra docemente as minhas pernas, para poder possuir-me, inebriado como o viajante do deserto, quando encontra um oásis. Mas quando abro os olhos, não o vejo.. não tem nenhum cavaleiro a olhar-me, nem mesmo uma miragem para consolar-me.
Vejo uma astuto gaivota escapar velozmente, voando e assobiando, talvez, rindo da minha patética vergonha. Vi então, uma simples pluma branca, submersa na água do imenso mar da minha bramosia!

Ah, como é doce sonhar...! Somente os sonhadores sabem viver... e morrer!